LA MIA SECONDA VITA

A volte sei chiamato a prendere decisioni. Ma quando devi prenderle in un letto di ospedale, non è facile fare la cosa giusta.

Mi accorgo che la mia forzata stasi mi ha allontanato da tutto, che ho perso quello che avevo faticosamente conquistato: il lavoro, gli affetti. Mi sento debole e improvvisamente trascinato in un vortice di incertezze che speravo di aver messo da parte. E invece no.

I miei incalzano con un invito a riprendere gli studi. Non me la sento di tornare sulle mie decisioni ma non riesco a intravedere un altro futuro.

Decido allora di organizzare un cartellone teatrale. È un esperimento fragile ma funziona. A questa esperienza ne seguono altre. E nel 1983 è l'ARCI a nominarmi responsabile del settore Spettacolo.

Mi piace far lavorare altri artisti e organizzo molti concerti musicali. I Litfiba, Ombretta Colli, Eugenio Bennato, Edoardo Bennato, Vasco Rossi, Sergio Caputo. Alcuni circoli premono per avere interpreti della canzone napoletana. Declino l'invito ma la pressione è parecchia. Chiedo allora consiglio a Renzo Arbore lasciandogli un messaggio in segreteria telefonica e lui mi richiama e mi suggerisce alcune ipotesi. Tra queste, Roberto Murolo che esce da una lunga e dura esperienza che lo ha allontanato dalla ribalta. Lo vado ad ascoltare e rimango folgorato dal suo tono lieve e dalla sua capacità di interpretare la musica napoletana d'autore. Divento il suo manager per la Puglia e viviamo molte serate insieme. Rimane scolpita nella mia memoria quella all'interno del carcere di Bari, per iniziativa dell'allora assessore alla cultura Tanzarella.

Superiamo una serie di barriere e altrettanti ispezioni, prima di poter raggiungere il luogo del concerto che è un semplice androne delle scale. Davanti a noi una decina di sedie su cui siedono le detenute. Su di noi, la tromba delle scale a cui sono affacciati decine di reclusi. Roberto Murolo canta guardando in alto e quando attacca con "Scetatev uagliun e malavita", il carcere sembra crollare. I reclusi piangono e le gocce delle loro lacrime piovono su di noi.

Nel 1985 la separazione dall'Arci. Accolgo invece l'invito di amici e mi improvviso gestore di Ville Lumiere, forse uno dei primi locali di Bari di taglio slow. Riesco a ospitare Chet Baker che regala ai nostri clienti e amici una memorabile jam session notturna.

Sono anni intensi e sono entrato nel settore video. Lavoro per qualche tempo ad Arti Visive con funzioni di responsabile di produzione. Nell'agosto del 1986 accetto di organizzare il concerto di Baglioni, per poi confluire nello staff che cura il concerto dei Duran Duran (Bari, 30/5/87). E' la mia prima esperienza con David Zard. Il giorno dopo il concerto ricevo l'incarico di seguire quello di Sinatra (Roma, 17/6/87).

Sono esperienze straordinarie. Ma decido di smettere. Girare l'Italia come road manager ha i suoi vantaggi ma il clima che segna il settore della musica dal vivo non mi piace più. Lascio per provare a metter in piedi qualcosa di mio. Anzi di nostro, con Gerardo Draetta. Nasce la Imago con cui vivo un triennio entusiasmante.

Ma un'epoca è finita. Gli eventi culturali non interessano più come prima.

È tempo di voltare pagina.

joomla компоненты

/